Quando avete assaporato davvero una cipolla di Tropea?

Un prodotto IGP esportato in tutto il mondo ma che solo in pochi, in realtà, hanno avuto la fortuna di assaporare. Se ancora non lo sapevate, Tropea è tra i comuni più piccoli d’Italia, il cui territorio si estende per soli tre chilometri e mezzo.

 

1. La caccia a l’oro rosso

Possiamo definirla una caccia all’oro rosso, la ricerca della cipolla rossa da parte dei turisti e non solo, prodotto fondamentale per la base di molti piatti. La coltivazione della cipolla rossa si estende in tutta la Costa degli Dèi, da Zambrone a Nicotera, ed è solo in questa zona che cresce la vera cipolla di Tropea IGP. Anche nella stessa Tropea, purtroppo, sono in pochi ormai ad avere un giardino dove coltivarla. La cipolla rossa di Tropea viene esportata in tutta Italia e nel mondo, ma la domanda è talmente alta che la produzione avviene nelle altre province calabresi, Catanzaro, Vibo Valentia e Cosenza.

 

2 Le ragioni di un sapore: perché mangiare la cipolla di Tropea a Tropea

L’interazione tra la terra tropeana, la vicinanza al mare, la durata del giorno, la temperatura, l’umidità hanno determinato le particolari caratteristiche di questa pianta a bulbo: rossa, dolce e croccante.

La “rossa” è ricca di qualità benefiche che la rendono preziosa per la nostra salute: previene l’infarto, l’invecchiamento cellulare e riduce la quantità di colesterolo. Inoltre ha un’azione diuretica, antidiabetica e antinfiammatoria, giovando dunque a chi soffre di ipertensione, obesità, reumatismi, artrosi e malattie renali.

Importata in Calabria dai Fenici duemila anni fa, la cipolla rossa di Tropea è certamente tra i prodotti più interessanti del panorama agricolo italiano.

Siete ancora sicuri di averla davvero mangiata?